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Introduzione: Grazie all'ospitalità di Pietro Contegiacomo, ma con l'indipendenza che mi contraddistingue, riprendo a dissertare dalle colonne di questa testata. Non ricordo l'ultimo Taccuino nè la data. Con furore ho cancellato tutto. Non importa: il tempo del volo è ritmato dagli avvenimenti e nel frattempo non è capitato nulla. Nulla, niente, l'assenza di qualunque cosa, questo è lo stendardo che garrisce al sommo dell'Aerostatica Italiana. Tabula rasa, schermo bianco. Personaggi?
Protagonisti? Solo scialbe ombre evanescenti. C'è,
tuttavia, un limbo di anime genuine, oneste, ed assetate di cielo che
debbo salvaguardare dal "Vero". Imparare
a ragionare con la propria testa e dissotterrare lo spirito critico affossato
dallo stile dogmatico di certi personaggi è il minimo che mi auguro,
in questo inizio d'anno, di inculcare negli spiriti belli che mi seguiranno.
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